Come aprire una start up.

by on 23/06/14 at 5:29 am

Guadagnare con una start up. Seconda parte.

Parlare di come avviare una start up, significa sopratutto creare un progetto imprenditoriale nuovo in grado di ‘attecchire’ in un tempo abbastanza certo e con delle ‘basi’ solide che possono portare avanti il progetto iniziale.

Durante la prima puntata, abbiamo evidenziato una serie di luoghi comuni che ‘circondano’ il termine start up.

Accanto ai luoghi comuni purtroppo, si evidenziano anche una serie di limiti e criticità che avvolgono la maggior parte dei progetti di start up.

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Creare una start up. Dall’idea al progetto.

Specie in campo tecnologico, le idee e gli spunti per avviare un business di successo non mancano di certo e nemmeno nel variegato comparto dei servizi (intesi sia alla persona che alle imprese).

Altra cosa, è creare un progetto valido intorno al quale sviluppare gradualmente un business crescente ed in grado di prosperare per il futuro.

Nello scorso post, abbiamo pubblicato una serie di punti che andrebbero analizzati nella fase di pre progetto, ossia, quando ancora si sta valutando l’idea e come realmente metterla ‘in pratica’, nonché, analizzare la fattibilità o meno del business.

Aprire una start up di successo. Essere concreti oltre che sognatori.

Un punto chiave da considerare, è quello della identificazione di un bisogno in relazione alla possibilità di crearci un business sostenibile.

L’importanza di identificare un bisogno da ‘coprire’, è basilare per poter sviluppare un business ‘sostenibile’ ma tutto ciò, può anche non bastare per arrivare alla creazione di un’impresa redditizia.

Infatti, contestualmente, va definito il cliente, cioè : colui che paga il servizio/prodotto e che non sempre corrisponde al fruitore diretto.

Giusto per fare un esempio, quindici anni fa circa, il boom dell’Internet free(connessioni gratuite, spazio Web free, ecc.) e di una serie di progetti basati sul fatto (l’ipotesi dei loro realizzatori) che la pubblicità raccolta avrebbe sostenuto i costi di questi servizi ed avrebbe consentito un’adeguata remunerazione alle imprese, pareva agli occhi di tutti un concetto innovativo ma ‘credibile’ (per lo meno agli investitori che all’epoca misero a disposizioni grandi risorse).

Pochi anni dopo, con la chiusura ed il fallimento di questi progetti, ci si è resi conto che non è facile prevedere il futuro e che i cambiamenti possono prendere ‘strade’ diverse.

Anche quelle imprese con i fondamentali ‘ottimi’ (pensate ad esempio ad alcuni importanti motori di ricerca Web che all’epoca gestivano quasi in monopolio il search nella Rete), hanno dovuto fare i conti con la realtà delle cose che non sempre è prevedibile.

Dal punto di vista di chi ‘ci è riuscito’, ha saputo coniugare la creatività con la flessibilità, nonché, la capacità di guardare sempre avanti, rimettendo in discussione anche le certezze del ‘giorno prima’.

Creare una start up. La dote della flessibilità.

Gli esempi di start up che vengono avviate convinte di dover gestire determinati servizi e quindi, seguendo una certa formula e poi, strada facendo, si rendono conto di altre opportunità, non rappresentano dei casi eccezionali.

E’ proprio l’elevata flessibilità di un imprenditore di start up che consente al suo progetto di crescere nel tempo, evolvendosi ed adattandosi ai cambiamenti del mercato, magari, soltanto a distanza di pochi mesi.

Ci sono determinati settori infatti in cui le dinamiche di cambiamento sono particolarmente veloci e non è possibile agire con tempistiche ‘tradizionali’ nel prendere una decisione o cambiare rotta anche all’improvviso.

Avviare una start up. La gestione delle risorse.

Un ulteriore elemento che è stato segnalato nel post scorso, è quello delle risorse disponibili necessarie per portare avanti un certo progetto.

La limitatezza di risorse finanziarie, è un aspetto molto comune a molte start up.

Ciò, non vuol dire pregiudicare in assoluto il futuro del progetto.

L’aspetto da evidenziare, è semmai la capacità di ‘gestire’ con criterio le risorse disponibili e contestualmente, essere capaci di attrarre investitori nel corso del tempo.

Non sono soltanto le risorse finanziarie (seppur siano fondamentali) a ‘pesare’ sul successo dell’impresa.

La capacità di dialogare con i collaboratori, tirare fuori il meglio dalla propria squadra, riuscire a creare sinergie con i propri soci e partner, ecc., costituiscono un insieme di elementi che vanno saputi amministrare con successo.

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