Come investire all’estero.

by on 25/08/13 at 6:46 pm

Conviene investire all’estero? Seconda parte.

La crisi che sta attraversando il nostro Paese, sta spingendo un numero crescente di soggetti a valutare soluzioni alternative rispetto all’Italia per impiegare i propri capitali.

Nel corso della puntata scorsa, abbiamo cominciato ad analizzare l’ipotesi (presa tra l’altro in considerazione da un numero elevato di soggetti di differente estrazione) di ‘lasciar perdere l’Italia’ e rivolgersi all’estero per effettuare varie tipologie di investimenti ed avviare delle attività, alla ricerca di migliori opportunità di affari e di vita.

In pratica, ci siamo messi a valutare i ‘passi’ che occorre analizzare prima di prendere una decisione di questo tipo.

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 Investire all’estero. L’analisi del progetto.

Esiste un progetto?

C’è un’idea di cosa si vuole fare?

Il punto da cui partire è sempre questo : qual è l’obiettivo, che cosa si vuol fare, quali sono le aspettative personali.

In sostanza, l’aspetto del business plan o perlomeno, della valutazione del progetto d’investimento, deve essere alla base di ogni decisione futura.

Sono in molti coloro che dicono (e vogliono) spostare all’estero la sede dei propri interessi economici ma poi, nella realtà, non sono così tanti quei soggetti che veramente hanno un’idea chiara di ciò che vogliono fare (o possono concludere).

Come investire all’estero. La conoscenza del paese (o dell’area geografica) in cui investire.

Sono sempre in troppi coloro che continuano a vivere il proprio sogno senza poi entrare nello specifico e cioè : cercare di conoscere veramente in tutti i suoi aspetti, il paese o la regione in cui si andrà ad investire(e talvolta anche a vivere).

Molti degli errori che investitori/imprenditori commettono, sono proprio relativi alla mancata o parziale conoscenza dell’area (del territorio) in cui investono.

Che cosa significa la conoscenza del territorio?

Vuol dire informarsi in merito a :

le normative che regolano gli investimenti;

il livello di imposizione fiscale;

la possibilità di esportare gli utili;

i limiti posti agli stranieri ad operare in alcuni settori;

le consuetudini di quella zona (questo, rappresenta un aspetto importante in quanto molti elementi legati ad un determinato business sono legati appunto alle abitudini, normative vigenti in un determinato territorio);

la sicurezza in termini generali;

la lingua e la possibilità di interagire e comunicare con gli abitanti;

ecc..

Moltissimi progetti (investimenti immobiliari, ristorazione, servizi, commercio, ecc.) anche alcuni con delle basi apparentemente solide, vanno a frantumarsi a causa di una serie ‘gap’ dovuti alla non conoscenza o superficialità con cui certi progetti ed iniziative vengono portate avanti.

A volte, basterebbe poco per migliorare le conoscenze di un certo paese e trarne anche i vantaggi conseguenti.

Si continua nella prossima parte con l’analisi degli altri punti ancora da verificare.

Continua.

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