Quali sono i paesi dove si delocalizza. I paesi dove costa meno produrre.

by on 29/07/12 at 8:45 pm

Le scelte delle imprese in merito a delocalizzazioni. I paesi preferiti dagli imprenditori.

Torniamo a parlare di delocalizzazioni, ovvero, quelle strategie aziendali che prevedono di spostare la produzione di un determinato bene o servizio da un paese ad un altro con l’obiettivo di tagliare sui costi di produzione.

Quali sono i paesi che stanno attirando maggiori delocalizzatori e perché.

In passato, molti imprenditori individualmente si mettevano alla ricerca di aree a più basso costo dove produrre nel settore manifatturiero (prima solo ne campo dei prodotti e poi anche nell’ambito della produzione di servizi).

Successivamente, gli stessi paesi che attendevano/speravano gli investimenti, in tandem con gli investitori, adottarono degli accordi per garantire agli imprenditori le migliori condizioni e nello stesso tempo, attirare un maggior numero di imprese di quel settore, creando anche dei distretti e delle aree in cui fosse possibile coordinare un insieme di servizi.

L’aumento dei costi produzione (la manodopera in particolare) che ha interessato alcune nazioni in forte sviluppo (Brasile, India, Cina, ecc.), ha reso sempre meno competitivo nel giro di pochi anni produrre in certe aree e ha spostato l’attenzione dei delocalizzatori verso altri paesi.

 

Che cosa cerca un’impresa che delocalizza?

Le imprese che vogliono delocalizzare, cercano fondamentalmente :

  • ridurre al minimo i costi di manodopera;

  • pagare meno tasse ed imposte;

  • ottenere una normative in materia di lavoro e di produzione meno vincolante;

  • trovare manodopera disponibile a lavorare alle condizioni previste ed incontrare anche quel personale qualificato per poter ricoprire certi incarichi e mansioni. Non dobbiamo dimenticare che le delocalizzazioni, hanno interessato non solo fabbriche di magliette ma anche e sempre di più le molteplici produzioni di software, i call center di grandi compagnie, l’assistenza in remoto di numerose multinazionali e la produzione e gestione di innumerevoli altri servizi (produzione di contenuti giornalistici, servizi medici, ecc.);

  • altro.

Quindi, non sempre la ricerca del minor costo del personale è l’obiettivo o l’unico obiettivo che le imprese hanno.

Come si sceglie il paese dove delocalizzare?

Se prendiamo il caso dei call center in Tunisia, dove stanno stanno nascendo numerose strutture a seguito delle delocalizzazioni messe in atto sia da parte di imprese francesi ed italiane ed ultimamente, l’arrivo in Paraguay di grandi nomi nel campo della produzione di abbigliamento con l’apertura di stabilimenti industriali di grosse dimensioni, ci indicano che le delocalizzazioni che hanno successo, vengono sempre più orientate verso quelle mete dove accanto ai ridotti costi, si sommano un insieme di servizi quali : le aree disponibili in cui insediare le imprese, la presenza di agevolazioni fiscali, la formazione del personale.

Le imprese italiane che delocalizzano in Tunisia i call center, anziché rivolgersi a paesi come la Romania (dove la lingua italiana è molto conosciuta) e la Moldavia nonostante i salari in quei paesi dell’Est Europa ora siano più bassi, puntano verso il Nord Africa e questo, ci segnala che il valore aggiunto di un paese scelto per diventare meta di delocalizzazioni, è dato da un insieme di fattori e quindi, la maggiore capacità di una classe dirigente di una nazione a favorire gli insediamenti produttivi attraverso la messa in atto di un insieme di azioni, permette a certi paesi di attirare investitori e ad altri di perdere opportunità.

In Tunisia ad esempio, le autorità locali, hanno stipulato accordi con le imprese di call center per la formazione del personale da destinare ai nuovi centri chiamata, facilitando così l’aspetto del recruitment che rappresenta uno dei problemi di molti call center in Moldavia e Romania.

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