Aprire un’attività in Thailandia. Trasferirsi in Thailandia.

by on 07/06/12 at 8:57 am

Trasferirsi in Thailandia. Aprire una società in Thailandia.

La Thailandia, è un paese di circa settanta milioni di abitanti situato nel Sud Est Asiatico.

Per il suo clima, la sua posizione ed un insieme di fattori aggiuntivi, è da tempo meta di un turismo internazionale fiorente.

Molte imprese manifatturiere straniere impegnati in vari settori, hanno realizzato stabilimenti in varie parti del Paese.

Il sogno di molte persone provenienti da ogni parte del mondo, è però quello di trasferirsi a vivere in questa regione ed avviare un’attività redditizia ed appagante.

Il molti casi, il sogno si concentra sull’apertura di un’attività turistica o ricettiva, in particolare in una delle zone a maggior sviluppo turistico.

Avviare un’attività in Thailandia : i limiti e le opportunità.

La Thailandia pone una serie di vincoli agli stranieri ‘farang’ in merito alla possibilità di lavorare e gestire attività sul proprio territorio.

Esiste infatti una lista di settori che sono vietati agli stranieri. Tra questi :

Lavori Manuali
Lavori in all’Agricoltura e Allevamento con eccezione per Lavori specialistici
Carpenteria, Lavori Legati altri Falegnameria e Alle costruzioni
Lavorazione di bambù ‘o rattan
Tessitura Manuale di sete o stoffe
Fabbricazione di Strumenti musicali thailandesi
Lavorazione di oro, argento, ed altri metalli Preziosi, ecc.
Produzione di Materassi o Coperte
Venditore all’asta
Servizi di contabilità.
Salone di bellezza o Parrucchiere
Lavori di di Mediazione o agenzia eccetto Internazionali

Prodotti con immagini di Budda
Vestiti di Produzione, ceramiche, Coltelli, Ombrelli, scarpe, cappelli
Autista e Guida turistica
Lavori di ingegneria civile e architettura, con eccezione per Lavori specialistici
a Venditore strada
Commesso / a

Servizi legali
Lavori di Ufficio di segreteria


Per poter operare in Thailandia normalmente uno straniero apre una company dove lo stranieri o i soci stranieri non possono detenere più del 49%. Il resto, è proprietà di soci Thai.

Per poter fondare una company, è necessario disporre di un ‘visto non immigration B.

Una Company ha un capitale sociale di partenza espresso in euro di circa 50.000 e permette di ottenere un work permit.

La costituzione della società ha un costo di almeno 1000 euro (la cifra varia anche in base alle richieste dei consulenti).

Investire negli immobili in Thailandia.

Il valore degli immobili ed il reale rendimento (anche oltre il 5%) ed il loro certo incremento in futuro, rappresentano sicuramente un’interessante opportunità.

Il problema è che anche in questo caso, uno straniero non può essere intestatario di proprietà immobiliari, salvo rarissime eccezioni.

Quindi, le proprietà possono essere intestate alla Company (della quale potete solo detenere una minoranza).

Da come si evince da questa presentazione, esistono una serie di criticità che non possono essere sottovalutate e che influiscono ‘pesantemente’ sulla fattibilità di avviare con successo un’attività in Thailandia.

Nel prossimo episodio, con l’aiuto di alcune testimonianze, cercheremo di presentare nel concreto i rischi e le opportunità per avviare un business in Thailandia.

Continua.

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